Gino Alacqua

Gino Alacqua
Da un’attenta analisi, si può dedurre che vi è un aspetto che lega la maggior parte dei professionisti di poker (.. e anche il poker online
): si tratta della passione per lo sport!
Non fà eccezione Gino Alacqua, il quale prima di divenire un professionista del poker sportivo, è stato il più giovane paracadutista italiano e coordinatore tecnico del Tennis Club Lecco.
Gino Alacqua nasce a Francoforte il primo novembre del 1961. Il suo talento per il gioco inizialmente si esplica esclusivamente durante le feste e le sere d’estate, momenti questi durante i quali Gino riesce costantemente a dominare i propri familiari nelle sedute di sette e mezzo, scala quaranta, scopa e briscola… il poker non lo giocava ancora…
Che si tratta di uno sportivo puro lo si comprende quando Gino non aveva ancora compiuto il diciottesimo anno d’età.
Nel 1979 infatti, ottiene il conferimento del brevetto di paracadutista civile diventando il più giovane paracadutista italiano. In quegli anni Gino Alacqua si trovava a Lecco, città nella quale si era trasferito dalla Sicilia per terminare gli studi di ragioneria. Continuerà ad alimentare la sua passione per il paracadutismo fino al 1985, anno in cui il suo tempo è quasi pienamente assorbito dall’altra sua grande passione, il tennis: viene infatti nominato coordinatore tecnico del Tennis Club Lecco.
Nello stesso tempo si rende conto che l’ulteriore passione nutrita per l’arte antica gli suscita un interesse davvero notevole. Comincerà di conseguenza a frequentare esperti di questo settore e grazie ai loro insegnamenti trasformerà tale passione, tale interesse, in una professione vera e propria verso la fine degli anni ottanta. Comincerà a svolgere l’attività di mercante d’arte, lavoro che eserciterà sino al 2006.

Gino Alacqua
Nello stesso 2006 alcuni amici che aveva conosciuto qualche anno prima al Casinò di Lugano, durante una partita di telesina, gli spiegheranno le regole del Texas Hold’em e dell’Omaha.
Di lì a poco, altri amici appassionati de gioco insisteranno oltre misura affinchè Gino Alacqua si iscriva al Main Event di Texas Hold’em che si disputava presso il Casinò di Sanremo…ed ebbero ragione!
Gino conquisterà difatti la seconda posizione in quello che rappresenta il primo torneo della sua carriera e molto probabilmente da questo momento comincerà a guardare al poker in maniera leggermente diversa da come ha fatto fino ad allora e cioè come una mera occasione per rimettersi un’ulteriore volta in gioco e confrontarsi con altri giocatori.
Al pari degli altri sport, secondo Alacqua, anche per primeggiare nel poker sono essenziali la disciplina e l’abilità (oltre che un pizzico di fortuna ovviamente).
Come per il tennis ad esempio, ritiene che anche nel poker ad alti livelli, a dispetto di quello che si è indotti a credere, le mosse diventano automatiche. Pensare o meno in realtà costituisce parte della tattica, un po’ come decidere, sempre nel tennis, di giocare prevalentemente sul rovescio dell’avversario con lo scopo di indurlo a commettere un errore: quindi si tratta di una mossa premeditata.
Oggi il suo curriculum reca qualche successo in più rispetto a quel secondo posto: terzo assoluto ma primo degli italiani che risiedono in Italia, perchè il primo posto appartiene a John Spadavecchia (residente in Florida)e il secondo a Max Pescatori (che risiede a Las Vegas).
Nell’ottobre del 2006 vince il torneo da 300 euro di iscrizione al casinò de la Vallèe di Saint Vincent.
Nel 2007 vince due edizioni del Main Event al Casinò di Campione d’Italia: entusiasta di questi ottimi risultati, nell’ultima parte dell’anno fa la sua comparsa sul circuito dell’European Poker Tour (EPT). La partenza è delle migliori: ai primi di dicembre a Praga arriva secondo su 555 partecipanti battuto soltanto dal francese Arnaud Mattern in heads-up più che sfortunato.
Nel febbraio 2008 arriva diciannovesimo alla tappa dell’EPT di Copenhagen e nel marzo vince il Main Event di Campione d’Italia.
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